La nostra storia
La Scuderia Tre Gazzelle è una delle realtà motoristiche più affascinanti e significative emerse nel panorama automobilistico italiano tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta.
Fondata informalmente nell'estate del 1966 da un gruppo di giovani appassionati di auto e rally, la sua nascita non fu dettata da un programma preordinato di competizione professionale, ma piuttosto da una congiunzione spontanea di interessi e di entusiasmo che trovò radice in un bar di Viale Roma a Novara, chiamato appunto "Tre Gazzelle". Il nome, suggestivo ed ironico allo stesso tempo, evocava un'immagine di agilità e dinamismo, qualità che presto si sarebbero riflesse nello spirito sportivo del gruppo.
Nel giro di pochi mesi la realtà spontanea del club si trasformò in una scuderia automobilistica operativa con una struttura organizzativa formale e un presidente ben definito: Gianni Bossetti, un imprenditore locale dotato di visione e capacità di leadership. Bossetti guidò la crescita del gruppo, affiancato da un consiglio direttivo dinamico ed intraprendente, in cui figuravano personaggi di spicco del tessuto sociale novarese. Sotto la sua guida la Tre Gazzelle assunse rapidamente un ruolo di primo piano nell'ambiente rallistico regionale e nazionale, raccogliendo attorno a sé non solo piloti e navigatori, ma anche sponsor, tecnici ed appassionati.
La scuderia si caratterizzò fin da subito per un'attività intensa e variegata, che comprendeva la partecipazione a numerose gare automobilistiche di diverso tipo: prove di velocità, regolarità e sopratutto rally. I soci attivi, che in pochi anni superarono i duecento, non si limitarono a seguire le gare come spettatori, ma presero parte con le proprie vetture alle competizioni più impegnative, portando i colori della Tre Gazzelle su tutta la penisola ed oltre.
Uno degli elementi di maggiore impatto nella comunicazione della scuderia fu la pubblicazione di un periodico mensile, diretto da Gianfranco Capra. Questo strumento editoriale non soltanto promuoveva le attività ed i risultati ottenuti dai piloti della Tre Gazzelle, ma divenne anche una palestra formativa per giovani giornalisti, tra i quali spiccò la figura di Carlo Cavicchi, futuro direttore di una delle principali testte italiane di settori motoristici. Attraverso questo periodico, la scuderia non solo documentava la propria attività sportiva, ma contribuiva a creare una cultura diffusa del rally e dell'automobilismo in genere su scala nazionale.
Sul piano agonistico, la Tre Gazzelle raccolse una serie di successi significativi in un arco temporale sorprendentemente breve ma estremamente intenso. Tra questi va ricordato il trionfo ottenuto da Vanni Tacchini e Mariani nella Mitropa Cup, un trofeo internazionale a tappe disputato nell'Europa centrale che rappresentò per la scuderia novarese un riconoscimento di prestigio oltre i confini italiani. Questa affermazione confermò la validità tecnica ed organizzativa del team, capace di competere a livello internazionale con avversari provenienti dalle più affermate realtà rallistiche dell'epoca.
Parallelamente alla crescita sportiva, la Tre Gazzelle si distinse anche per l'organizzazione di eventi propri. Fu promotrice ed organizzatrice di tre edizioni della Coppa Monterosso, una gara mista di regolarità e rally che divenne un appuntamento atteso dagli appassionati piemontesi e lombardi per il suo percorso impegnativo e tecnicamente stimolante. Accanto a questa iniziativa, la scuderia collaborò in modo determinante alla creazione ed al successo del Rally "999 Minuti", una competizione che nacque dall'idea di proporre un evento originale ispirato al celebre Rally dei Mille Laghi finlandese. L'obiettivo fu quello di realizzare una gara che durasse 999 minuti, in modo da mantenere un legame ideale con l'evento nordico pur adattandolo al contesto italiano. La prima edizione, disputata nel 1967 su un percorso di oltre 800 chilometri che toccava diverse valli impegnative nei dintorni di Novara, segnò l'ingresso della Tre Gazzelle nel novero degli organizzatori di rally di rilievo.
Il Rally "999 Minuti", con partenza ed arrivo in piazza dei Martiri a Novara e passaggi impegnativi attraverso il Borgomanerese, la Valle Cannobina e la Valle Vigezzo, non solo fu un banco di prova per piloti esperti, ma contribuì a consolidare l'immagine della città e della sua scuderia come fulcro di cultura rallistica nel Nord Italia. La collaborazione con L'Automobile Club di Novara fu associazionismo motoristico locale e le istituzioni del settore.
La stagione sportiva delle Tre Gazzelle fu, nel complesso, contrassegnata da una partecipazione serrata ai principali rally italiani, spesso con risultati di rilievo. Elenco di equipaggi di valore di di competizioni tracciavano un quadro di presenza costante sui principali campi di gara, con vetture che si distinguevano per affidabilità e competitività in circuiti di alto profilo. Anche nel Rally di Sanremo, una delle prove più prestiginse e tecnicamente difficili del calendario italiano e mondiale, furono registrate partecipazioni della squadra, confermando come il team non fosse un fenomeno locale ma una formazione capace di affermarsi anche in contesti più ampi.
Anche la componente sociale ed umana fu un segno distintivo della Tre Gazzelle. Le celebrazioni di fine stagione, spesso accompagnate da cene e premiazioni che radunavano personaggi di spicco del motorsport italiano ed internazionale, contribuirono a creare una rete di relazioni solida e duratura. Questi incontri non erano meri momenti rituali, ma occasioni di confronto e scambio tra pilotaggi, dirigenti, giornalisti ed appassionati, in cui si consolidava il senso di comunità e appartenenza proprio della cultura motoristica di quegli anni.
La parabola agonistica della Tre Gazzelle, però, fu relativamente breve. Dopo sette anni di attività ruggenti e di successi, la crisi energetica del 1973-1974 e l'inasprirsi di problemi di sicurezza sociale in Italia imposero una revisione delle priorità ed un progressivo rallentamento delle attività.
L'anonima sequestri in quegli anni non perdonava e puntava al Nord... Nel 1974 la scuderia concluse la sua prima fase di vita, interrompendo le competizioni attive e lasciando un'eredità che sarebbe rimasta memoria viva nelle cronache dell'automobilismo storico.
Nonostante lo stop, il nome e lo spirito della Tre Gazzelle non scomparvero del tutto. Nel corso degli anni successivi fu vivo l'interesse intorno alla figura ed alla storia della scuderia, tanto che in epoche più recenti si sono svolti eventi commemorativi e manifestazioni automobilistiche storiche, come il Rally 999 Minuti Historic, volte a celebrare la tradizione motoristica legata alla Tre Gazzelle nel contesto dell'Automobile Club Novara e della passione storica per il rally.
La storia della Scuderia Tre Gazzelle è un capitolo emblematico della cultura automobilistica italiana: un'esperienza che, pur durata pochi anni, ha saputo coniugare spirito amatoriale e competizione agonistica, sviluppando reti sociali, iniziative editoriali, eventi di grande richiamo e successi sportivi documentati. É una testimonianza di come la passione per le quattro ruote, quando sostenuta da visione, organizzazione ed impegno collettivo, possa lasciare un segno profondo nella memoria sportiva di una comunità e del movimento rallistico nazionale.
I successi più significativi
1966
Giorgio Ambrogione coglie la prima vittoria assoluta alla "Ruota d'Oro" di Cuneo
1967
Organizzazione della prima gara: la "Coppa Monterosso"
1970
Alcide Paganelli e Ninni Russo Campioni Italiani assoluti
- Luciano Trombotto Campione italiano gruppo Tre
- Gianni Besozzi e Sandro Brusati Campioni italiani juniores
1971
Vittoria nel Campionato italiano scuderie rally
1972
Vittoria nel Campionato italiano scuderie rally
- Vanni Tacchini e Tino Mariani Campioni italiani gruppo Tre
- Donatella Tomiz e Gabriella Mamolo Campionesse italiane femminili
1973
Roberto Boretto Campione italiano rally nazionali
1975
Vanni Tacchini e Gianti Simoni vincitori della Mitropa Cup